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Sanità

Il Programma
La tutela della salute del singolo individuo e della collettività nel suo insieme è uno dei beni più preziosi a cui una comunità deve tendere, valorizzando una cooperazione attiva fra enti e cittadini con un utilizzo appropriato delle risorse disponibili al fine di soddisfare i bisogni reali in termini sanitari tramite percorsi organizzativi più corretti, in un'ottica non di economia finalizzata allo spendere meno, ma di economicità, ovvero spendere meglio.

La nuova amministrazione vuole quindi incidere in maniera significativa nelle scelte di programmazione sanitaria del proprio territorio.

Indichiamo di seguito i punti di prevalente interesse sia per i cittadini che per gli operatori della sanità che quotidianamente svolgono la propria attività lavorativa a favore della comunità.

AUSL Romagna ed ambiti territoriali
L'Ospedale ed il Distretto di Forlì fanno parte dell'Azienda Sanitaria della Romagna, fra le più grandi in Italia, con un bacino di riferimento di circa 1.200.000 abitanti e circa 16.000 dipendenti è certamente una realtà particolarmente complessa: Questo modello organizzativo, se ben concepito, può avere grandi potenzialità, ma può rischiare d'altra parte, di appesantire i meccanismi organizzativi, di per sé complicati e di incappare in difficoltà di comunicazione in grado di inficiarne i contenuti.

Obiettivo principale dell'AUSL deve essere quello di garantire equità di accesso e di trattamento ai cittadini romagnoli, nel rispetto delle caratteristiche e delle specificità dei territori.
Per meglio declinare e garantire il funzionamento delle strutture è necessario garantire maggiore autonomia gestionale ed economica agli ambiti territoriali nel rispetto delle linee strategiche aziendali.

Ospedale e IRST-IRCCS

Il Presidio Ospedaliero di Forlì è composto dall'Ospedale Morgagni-Pierantoni e dall'Ospedale di S.Sofia; oltre all'Ospedale l’altro importante punto di riferimento del territorio è l'IRST-IRCCS polo oncologico di eccellenza.
Proposte

• Valorizzare le eccellenze dell'Ospedale di Forlì in termini di professionisti, percorsi di presa in carico del paziente e tecnologie esistenti e condividerle anche con gli altri territori.
• Dare piena attuazione allo sviluppo delle eccellenze professionali dell'ospedale di Forlì riconoscendone la valenza quale polo chirurgico oncologico in ambito di chirurgia generale e chirurgie specialistiche, rivedendo anche l'attribuzione di risorse in base alla mobilità dei pazienti all'interno dell'azienda.
• Garantire la piena funzionalità dei Percorsi di presa in carico del paziente già esistenti, che hanno caratterizzato in questi anni l'Ospedale di Forlì e crearne di nuovi per imprimere sempre più una attenzione alla persona nella sua totalità e non al caso clinico.
• Sviluppare le potenzialità dell'attività di robotica chirurgica, e valorizzarne il centro di formazione ormai attivo per tutte le specialità interessate.
• Realizzare l’unità di Endocrinologia e malattie metaboliche presso l’Ospedale di Forlì come rappresentato nel documento “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”.
• Aumentare i posti letto per acuti in area medica e chirurgica, sempre dallo stesso documento
• Strutturare percorsi di presa in carico dal territorio ed in collaborazione con i medici di medicina generale onde evitare iper-afflussi al Pronto Soccorso con riduzione dei tempi di attesa medi.
• In base al programma di coesione sociale, favorire la realizzazione di un asilo nido ed una scuola materna presso l'ospedale, al fine di agevolare le famiglie, delle quali almeno un componente svolge la propria attività lavorativa presso la struttura.

IRST-IRCCS

• Realizzare un'unità di degenza oncologica di IRST presso l'ospedale Morgagni-Pierantoni per favorire le sinergie fra le due strutture.
• Sviluppare la rete oncologica secondo due  possibili modelli:
o Realizzazione di un network con gestione diretta da parte di IRST delle attività oncologiche non invasive aziendali, quali oncologia medica, oncoematologia, medicina nucleare e radioterapia e gestione presso le strutture di AUSL di tutte le altre discipline coinvolte nella diagnosi e terapia delle neoplasie
o Realizzazione di una rete funzionale secondo percorsi diagnostico-terapeutici definiti per patologia neoplastica fra IRST e AUSL con ruolo di hub da parte di IRST.
• Sviluppare la gestione diretta di tutta l’oncologia non invasiva (anche attraverso la mobilità di personale) in modo da trasferire la qualifica di IRCCS ai vari reparti: grazie a questo percorso sarà possibile creare l’IRCCS Romagna. Inoltre questo passaggio creerà le condizioni per un rapporto privilegiato con l’oncologia invasiva-chirurgica, stabilendo un network virtuoso. Tale network permetterà l’ulteriore vantaggio  di accedere all’accreditamento europeo in accordo con le direttive del Ministero della Sanità.

Assistenza distrettuale e presa in carico del paziente cronico
• Mappatura dei pazienti fragili del territorio: adozione di un sistema di registrazione dinamico condiviso fra AUSL, nuclei di cure primarie / case della salute e comune al fine di conoscere e monitorare le condizioni cliniche, ovvero la presenza di patologie croniche e sociali degli ultrasettantenni, per studiare interventi mirati sia sanitari che non (p.e. in caso di neve intensa o ondate di calore capire dove intervenire prioritariamente) e definire la distribuzione delle risorse necessarie.
• Ripensamento dell'organizzazione dei nuclei di cure primarie anche tramite la creazione di reti di poliambulatori territoriali aperti al pubblico per periodi congrui e con idonea turnazione e disponibilità di attrezzature (art. 1 DL 158/'12) al fine di evitare un afflusso non congruo di codici bianchi e verdi al Pronto Soccorso.
• Sviluppare ulteriormente l'assistenza domiciliare.

Rapporti con Università
Contestualmente all'inserimento della specialità di medicina e chirurgia (rif. capitolo Università), si promuove l'accentramento del corso di studi delle professioni sanitarie soprattutto per campione numerico più rilevante per quanto riguarda l'infermieristica ora frazionato fra Rimini ed il territorio ravennate. Non si tralascia  lo sviluppo della formazione e post base con implementazione di master di 1° e 2°  livello.

Pronto soccorso e CUP
Il Pronto Soccorso costituisce un elemento critico per le necessità di emergenza dei cittadini, pertanto, la sua organizzazione richiede soluzioni tecniche di livello di eccellenza, con modalità organizzative efficaci  solo e ove in concreto applicabili ed individuabili (caso x caso); le  corsie preferenziali e agevolate per categorie con priorità devono essere sostenute insieme con i percorsi differenziati sia per  utenza di minori che per persone anziane. Realizzazione di un CUP unico aziendale per permettere al cittadino di poter prenotare le prestazioni sanitarie per tutto il territorio romagnolo da qualsiasi sportello oltre che telefonicamente e tramite web. Attenzione sarà posta ad una migliore accessibilità alle prenotazioni tramite il sistema CUP, sollecitandone l’attuale percorso di informatizzazione per poter rendere efficace un collegamento tra le diverse strutture dell’Azienda Romagna, insieme ad un più ampio uso delle possibilità di prenotazioni presso le attività delle farmacie  (ampliandone le competenze sul punto) sul territorio del comune.

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